Prorogata fino al 28 agosto la mostra personale che il Palazzo Reale di Milano, in collaborazione con Skira e Arthemisia, dedica a Francis Bacon, l’ultimo grande maestro del Novecento che ha saputo tradurre in pittura le inquietudini dell’uomo moderno. 
Così Milano anticipa i futuri omaggi al grande artista che saranno resi nel 2009 in occasione del centenario della sua nascita.
L’esposizione, curata dal Professor Rudy Chiappini, mostra in modo completo ed esaustivo il percorso artistico del pittore irlandese raccogliendo le opere provenienti dai più importanti musei e collezioni di tutto il mondo.
Il nucleo della mostra prevede l’esposizione di oltre cento opere quasi tutte inedite per l’ Italia, per un totale di ottantadue dipinti, ai quali si aggiungono una quindicina di disegni e altrettenti oggetti che fanno parte del materiale d’archivio e sui quali l’artista è intervenuto. Oltre mezzo secolo di carriera raccontato attraverso un vasto numero di opere che spaziano dai dipinti ai bozzetti fino alle fotografie.
Inoltre, per la prima volta in Italia, una stanza del Palazzo Reale ospiterà la riproduzione per immagini dell’atelier londinese dell’artista, il microcosmo in cui Bacon ha abitato dal 1961 al 1992, un mondo caotico fatto di carte, appunti, tele, colori, libri e qualsiasi altra cosa potesse ispirarlo. La mostra si apre con un gruppo di importanti opere su carta ritrovate solo dopo la morte dell’artista e finora mai presentate in Italia per proseguire poi con i dipinti del primo dopoguerra, quando Bacon si afferma sul panorama internazionale con gli Studi di Figura e con la serie delle Teste.
Viene documentata con grande attenzione l’attività di Bacon degli anni Cinquanta rivolta ai ritratti, di amici o eseguiti su commissione. Sono dipinti popolati da figure umane sfocate e spettrali, volti sfigurati e deturpati, corpi che svaniscono nell’oscurità dello sfondo. Nel decennio successivo, i suoi personaggi acquistano più solidità , volume ed una maggiore espressività , e iniziano ad essere raffigurati in contesti più definiti e illuminati. L’attenzione per il soggetto diventa esasperata nei grandi trittici degli anni Settanta, come si può vedere nelle opere esposte Tre studi di un uomo di spalle e Trittico. Sarà solo negli ultimi anni che Bacon smetterà di “lottare” con i suoi soggetti, trasformandoli in pura essenza, semplici macchie di colore su sfondi neutri.
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