Francis Bacon a Palazzo Reale

Posted By: About Italy on giugno, 05 2008 in About Italy, Arte, Cultura, Da vedere, Exhibitions, Milan
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Prorogata fino al 28 agosto la mostra personale che il Palazzo Reale di Milano, in collaborazione con Skira e Arthemisia, dedica a Francis Bacon, l’ultimo grande maestro del Novecento che ha saputo tradurre in pittura le inquietudini dell’uomo moderno. Francis Bacon a Milano

Così Milano anticipa i futuri omaggi al grande artista che saranno resi nel 2009 in occasione del centenario della sua nascita.

L’esposizione, curata dal Professor Rudy Chiappini, mostra in modo completo ed esaustivo il percorso artistico del pittore irlandese raccogliendo le opere provenienti dai più importanti musei e collezioni di tutto il mondo.

Il nucleo della mostra prevede l’esposizione di oltre cento opere quasi tutte inedite per l’ Italia, per un totale di ottantadue dipinti, ai quali si aggiungono una quindicina di disegni e altrettenti oggetti che fanno parte del materiale d’archivio e sui quali l’artista è intervenuto. Oltre mezzo secolo di carriera raccontato attraverso un vasto numero di opere che spaziano dai dipinti ai bozzetti fino alle fotografie.

Inoltre, per la prima volta in Italia, una stanza del Palazzo Reale ospiterà  la riproduzione per immagini dell’atelier londinese dell’artista, il microcosmo in cui Bacon ha abitato dal 1961 al 1992, un mondo caotico fatto di carte, appunti, tele, colori, libri e qualsiasi altra cosa potesse ispirarlo. La mostra si apre con un gruppo di importanti opere su carta ritrovate solo dopo la morte dell’artista e finora mai presentate in Italia per proseguire poi con i dipinti del primo dopoguerra, quando Bacon si afferma sul panorama internazionale con gli Studi di Figura e con la serie delle Teste.
Viene documentata con grande attenzione l’attività  di Bacon degli anni Cinquanta rivolta ai ritratti, di amici o eseguiti su commissione. Sono dipinti popolati da figure umane sfocate e spettrali, volti sfigurati e deturpati, corpi che svaniscono nell’oscurità dello sfondo. Nel decennio successivo, i suoi personaggi acquistano più solidità, volume ed una maggiore espressività, e iniziano ad essere raffigurati in contesti più definiti e illuminati. L’attenzione per il soggetto diventa esasperata nei grandi trittici degli anni Settanta, come si può vedere nelle opere esposte Tre studi di un uomo di spalle e Trittico. Sarà solo negli ultimi anni che Bacon smetterà di “lottare” con i suoi soggetti, trasformandoli in pura essenza, semplici macchie di colore su sfondi neutri.

Un viaggio nell’interiorità più profonda e angosciata dell’individuo e al tempo stesso nell’attualità di una società sconvolta, realizzato attraverso figure anonime e incorporee che urlano la loro disperazione, il senso della morte e dello strazio. Bacon si muoveva sulla scia del surrealismo ma la sua arte rivelava caratteristiche che la rendevano unica e inedita ad ogni movimento artistico. Ritraeva l’uomo nel suo conflitto tra razionalità e irrazionalità: ne uscivano mostri inquietanti, volti deformati, figure indistinte.

Particolarmente interessanti, nonchè temi ricorrenti nella sua produzione, sono i dipinti sui papi e sugli uomini incravattati, rappresentati in un perpetuo urlo di dolore e diventati metafora della condizione umana. Dotato di una capacità creativa fuori dal comune, cercava di riprodurre nelle sue opere la massima tensione emotiva possibile. Così, nella sua arte la realtà viene trasfigurata e distorta in modo tale da poter mostrare la sua vera essenza.
I suoi soggetti cercano di muoversi, di prendere “forma” in ambienti vuoti e desolati, caratterizzati da pochi oggetti semplici che ricorrono continuamente nella sua produzione (lampadine, sedie da dentista, tavolini e porte). L’artista si muoveva in questo equilibrio tra orrido e sublime, rivelando la paradossalità della condizione umana, terribile e magnifica allo stesso tempo.

In Bacon le sofferenze più intime dell’uomo diventano lo specchio del malessere profondo della società moderna che di fatto non riesce ad affrontare il decadimento e la morte. Non è un caso quindi se, dopo la prima ispirazione picassiana, sarà  nella violenta carica espressionistica di Van Gogh e di Munch che riconoscerà il suo io artistico. La grandezza del maestro sta proprio nell’essere riuscito a trasformare il suo personalissimo disagio interiore in dolore universale, spostando la sofferenza dal particolare della sua soggettività all’universale della condizione di ogni uomo attraverso le figure ambigue della sua opera che si scompongono e si sfigurano.

L’esposizione costituisce uno degli eventi più importanti della stagione culturale milanese ed è un’occasione unica per avvicinarsi all’opera di Francis Bacon.

Orario: lun 14,30 – 19,30; mart, merc, ven, sab, dom 9,30 – 19,30; giov 9,30 – 22,30

Biglietti: intero 9 euro, ridotto 7 euro

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