I Sipari si chiudono e il Teatro in Italia non va in Scena

Perché si chiudono i sipari e non si riaprono?

Il 27 marzo scorso è stata la giornata mondiale del Teatro. L’Italia, a quanto pare, non ha molto da festeggiare di questi tempi, dove sono molti i teatri a rischio chiusura, eppure, anche qui, avrebbero dovuto festeggiarla chi lo progetta, chi lo organizza, chi ne è il protagonista e chi partecipa da spettatore.

Ma che cosa abbiamo da festeggiare in Italia se i teatri chiudono?

Da sempre, il teatro costituisce un momento di aggregazione per la società, un’occasione di svago, divertimento e soprattutto un’occasione per imparare qualcosa e per riflettere, anche per quelle classi meno abbienti che esistevano ai tempi delle antiche civiltà greca e romana.

La comunità, infatti, si recava a teatro nella sua pienezza: i cittadini, gli aristocratici, i sacerdoti, ma anche i servi, quegli uomini e quelle donne che erano continuamente emarginati dalla vita quotidiana. Lì potevano avere il loro “riscatto” godendosi uno spettacolo teatrale e per un attimo sentendosi forse alla pari dei loro padroni.

Il teatro è arte, come la musica, la pittura, la scultura e il cinema. E se sparisse? Un mondo senza arte rende tristi i cuori delle persone.

Forse è vero, l’arte non è indispensabile, si può sopravvivere, perché non nutre i nostri corpi, ma certamente nutre la nostra anima, rendendoci un po’ più ricchi e un po’ più felici.

Cose che spesso si danno per scontate. Ma se tutti i paesi del mondo che celebrano con il teatro la propria cultura e la propria identità cancellassero questa forma d’arte? Quel patrimonio immateriale di interi popoli e culture andrebbe perso.

Una cosa è certa: la crisi ha colpito anche il Teatro in Italia e non possiamo lasciare che i teatri chiudano.

“Stasera andiamo a teatro a Firenze, perché no? Magari al Teatro della Pergola, o al Teatro Verdi…”. Presto, prima che i tagli alla cultura facciano sparire queste realtà.

Città dove l’arte e la cultura hanno prosperato per secoli, quali Milano, Firenze, Venezia, Roma, Pisa…tutt’ad un tratto queste bellissime città, rinomate in tutto il mondo per la loro ricchezza culturale, dovrebbero spiegare a noi italiani e ai migliaia di turisti che arrivano ogni anno, come mai i battenti dei teatri sono chiusi.

Vogliamo fare qualcosa allora per salvare il teatro italiano?

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