Con un finale al cardiopalma Kimi Raikonnen, sul circuito di Lagos, in Brasile, porta a casa non solo la vittoria ma anche il titolo di campione del mondo!
Il titolo mondiale torna in Italia e per i ferraristi è proprio una bella sorpresa nell’anno del dopo Schumacher, quando non sembravano esserci grandi speranze.
L’eccezionale risultato arriva dopo una gara piena di colpi di scena!
Prima della gara il titolo mondiale non era assolutamente prevedibile, giusto una speranza per i ferraristi più ottimisti. Con i piloti della McLaren, Hamilton e Alonso con 7 e 3 punti in più, solo un miracolo poteva permettere a Raikonnen di superare entrambi nella classifica piloti. E il miracolo c’è stato, composto da tanti piccoli pezzi: gli errori e la sfortuna di Hamilton (alla prima curva si è fatto sorpassare da Raikonnen e Alonso, poi nel tentativo di riprendere una posizione è finito sul prato, e in seguito problemi al cambio lo hanno retrocesso in ultima posizione), una macchina Ferrari “imprendibile” (Alonso perdeva un secondo al giro rispetto alle due Ferrari), e un gioco di squadra fra Massa, Raikonnen e tutto il team Ferrari che, probabilmente, ha marcato la differenza con i litigiosi membri della McLaren.
Altro video: il racconto passo passo di repubblica.it
Sulla pista di Fiorano, domenica 24 giugno, 1040 Ferrari e 5000 persone hanno festeggiato un compleanno storico per il Cavallino rosso: 60 anni di onorata carriera!
É, infatti, da oltre mezzo secolo che il marchio Ferrari fa la storia dell’automobilismo italiano e internazionale. Da quando, nel marzo del 1947, usciva la 125S, progettata dal fondatore della mitica scuderia: l’Ing. Enzo Ferrari, scomparso nel 1988. Da qual momento non passò molto tempo prima che la stessa macchina finisse in testa ad un Gran Premio (25 maggio 1947 Gran Premio di Roma).
La Scuderia aderì al Campionato del mondo di Formula 1 nel primo anno della sua esistenza, il 1950. Fece il suo debutto al Gran Premio di Monaco e Alberto Ascari ottenne per la Ferrari il primo titolo di Campione del mondo nel 1952.
Era l’inizio della fama che da sempre accompagna la Ferrari e il suo leggendario simbolo: il cavallino rampante, seguito dalle lettere S F, che stanno per “Scuderia Ferrari” (la “stalla per i cavalli”, o meglio la “stalla del cavallino rampante”).
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Alla festa hanno partecipato, oltre agli attuali piloti Kimi Raikkonen e Felipe Massa, il dirigente Luca di Montezemolo, Jean Todt, direttore esecutivo, Piero Ferrari, figlio del “Drake” Enzo Ferrari, i piloti di altre stagioni: Niki Lauda, campione del mondo 1975, Jody Scheckter, ‘79, René Arnoux, Jean Alesi, Gerhard Berger e il più atteso e amato pilota dell’ultimo decennio, colui che ha riportato la Ferrari sul gradino più alto, lasciando indietro tutti gli avversari: Michael Schumacher, che, da “pensionato” rilassato e felice, è tornato a guidare una macchina da gara, a 9 mesi dall’addio, dimostrando di essere ancora fra i più veloci.
Cogliamo qui l’occazione anche per ricordare gli altri piloti famosi che hanno corso per la “rossa” di Maranello e che hanno contribuito al suo strepitoso successo: Tazio Nuvolari, Juan Manuel Fangio, Alberto Ascari, Phil Hill, Mike Hawthorn, John Surtees, Gilles Villeneuve, Alain Prost, Nigel Mansell.
Auguri Ferrari!